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Palazzo del Campo - Siena

 

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Il Paliodi Siena

 

“Il Palio è il Palio. Nessuna interpretazione sociologica, storica, antropologica, potrebbe spiegarlo. Sublimazione e dannazione insieme del fato in ogni singolo senese e nella sua cittadinanza. Rogo furente della senesità, in ogni caso impareggiabile conferma di essa.”
Mario Luzi

Il poeta fiorentino Luzi ha ragione:è impossibile dare una spiegazione esaustiva del Palio di Siena. Dire che si tratta semplicemente di una competizione secolare tra le varie contrade della città e che ricorda, per certi aspetti, una giostra medievale, è altamente riduttivo. Il Palio è un’emozione, e come tale, per essere compreso, va vissuto.
La storia del Palio (chiamato anche la "Carriera”) è lunga e complessa e, secondo alcuni antichi documenti cittadini, risalirebbe al XIII secolo: il primo Palio sarebbe stato organizzato in occasione della Battaglia di Monteperti (4 settembre 1260) che videro la vittoria dei ghibellini senesi su i guelfi fiorentini.
Per il primo palio vero e proprio, però bisogna attendere il Seicento.
Inizialmente festa popolare, organizzata dalla varie contrade, dal 1656 è organizzato dal Comune: in quell’anno nacque il Palio di Provenzano – quello del 2 luglio -, mentre il Palio dell’Assunta fu corso regolarmente solo dall’inizio dell’Ottocento.Drappellone
Il Palio, oggi, si svolge, nella splendida Piazza del Campo, due volte all’anno: il 2 luglio si corre il Palio di Provenzano (dedicato alla Madonna di Provenzano) ed il 16 agosto il Palio dell'Assunta (in onore della Madonna Assunta). In occasione di particolari ricorrenze, dalla seconda metà dell’Ottocento, viene organizzato, tra maggio e settembre, un Palio speciale, denominato Palio straordinario (l’ultimo si è corso il 9 settembre 2000, per celebrare l’inizio del nuovo Millennio). La città di Siena e suddivisa in 17 contrade, ma solamente 10 partecipano al Palio (sette Contrade hanno il diritto di gareggiare in quanto hanno corso il Palio corrispondente dell'anno precedente, mentre le restanti 3 vengono sorteggiate un mese prima del Palio).
Il Palio ha una durata di 4 giorni (anche se i suoi preparativi impegnano l’intero anno!).
Nel corso della mattinata del 29 luglio (e di quella del 13 agosto) avviene la “tratta”, ossia l’assegnazione, mediante un sorteggio, di un cavallo (che verrà montato a pelo) a ciascuna Contrada partecipante.
Il giorno seguente, hanno inizio le prove: ne sono previste 6 (3 al mattino dalle 9, e 3 la sera dalle 19.30), più una “Provaccia”, l’ultima prova, effettuata la mattina del Palio.
Nel corso del pomeriggio, prima della corsa dei cavalli, sfila il celebre “Corteo Storico” (composto da 14 gruppi e circa 700 figuranti), che da sempre accompagna (e rende più suggestiva) la manifestazione. “Fra tamburi che ribattono a gloria di contrade” (citando Montale), i numerosi figuranti (vestiti con le monture, costume storico) lasciano il cortile del Palazzo di Giustizia e, agli ordini del Maestro di Campo, si sistemano in Piazza del Duomo - a fianco della Cattedrale - sfilando poi tra la gente trepidante e festante, per Via del Capitano, Piazza Postierla, Via San Pietro, Via del Casato di Sopra e Via del Casato di Sotto. Fanno quindi il loro allegro ingresso in Piazza del Campo al primo rintocco del "Sunto" (il campanone sulla Torre del Mangia, che sovrasta il Palazzo Comunale).
Si giunge così all’emozionante “sbandierata” sul rullo di tamburi (eseguita da 17 coppie di “alfieri”), e la conseguente “alzata” (spettacolare figura che consiste nell'arrotolare la seta intorno all'asta e volteggiare in alto la bandiera che, essendo l'asta munita di piombo, ricadrà perpendicolarmente).Palio di Siena
A questo punto, manca veramente pochissimo alla corsa: una volta terminato il loro giro di piazza, i figuranti, raggiungono il palco delle Comparse; il Palio viene issato sul palco dei giudici e gli “alfieri”, sempre accompagnati dal rullo del tamburo, eseguono la “sbandierata della Vittoria”. Allo scoppio del mortaretto, i fantini escono a cavallo dall'Entrone del Palazzo Comunale e si avviano alla “mossa” (partenza), che risulta composta da due canapi dentro ai quali si dispongono, secondo un ordine stabilito mediante estrazione, 9 cavalli (rappresentanti altrettante Contrade). All’arrivo dell’ultimo cavallo (chiamato “rincorsa”), viene abbassato il canape anteriore e data la partenza (che non è quasi mai cosi immediata e “chiara” come può sembrare).
La corsa del Palio, che consiste in tre giri della Piazza, è vinta dal cavallo, che con o senza fantino (ed in quest’ultimo caso il cavallo si definisce “scosso”), per primo, compie tre giri.
La Contrada vincitrice del Palio, riceve l’agognato Drapellone (che verrà custodito, come una reliquia, nel proprio museo).
Il Drapellone, o cencio (come viene chiamato dai senesi) è un dipinto su seta che risponde ad una precisa e rigida iconografia. Avente la forma di un rettangolo allungato, è sorretto da un'asta alabardata bianca e nera ed è sormontato da un piatto d'argento, con due pennacchi degli stessi colori.
Tra i tanti artisti che hanno realizzato il Drapellone, spicca Botero, che in quell’occasione, affermò: «Ho realizzato temi familiari dalla Madonna ai cavalli, mi sono divertito anche con l'araldica. Per un artista questa è una manifestazione fonte di ispirazione; tutti cercano simbolismi e messaggi, ma io faccio solo scelte pittoriche e cromatiche. Le mele che compaiono sullo sfondo verde le ho messe per interrompere la fissità del colore. Avrebbero potuto essere stelle o lune, ho scelto le mele. Amo i volti ieratici dell'arte egizia e greca, per questo le facce nella mia pittura sono impassibili, né sorridenti né tristi».
Durante il Palio, non avviene assegnato solo il Drapellone. Vi è un altro premio, il Masgalano, un oggetto scolpito solitamente in metallo prezioso (per antica tradizione un vassoio d'argento sbalzato, o un bacile, ma anche una vera e propria scultura), che spetta alla Contrada che abbia effettuato la migliore figura nel corteo storico.
Le contrade che vantano il maggior numero di Masgalani sono quella della Giraffa e della Chiocciola (9 entrambe).


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